Le Previsioni di CM – 19/25 Febbraio 2018

Le Previsioni di CM – 19/25 Febbraio 2018

Queste previsioni sono a cura di Flavio

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Situazione sinottica

Situazione piuttosto caotica sui quadranti europei, con il ramo canadese del vortice polare che continua ad alimentare depressioni sull’Atlantico settentrionale (l’ennesima in approfondimento in queste ore ad ovest dell’Islanda). In risposta dinamica alla depressione islandese un cuneo di alta pressione interessa in queste ore le isole britanniche, in fase con una cellula termica centrata sulle Svalbard: è la propaggine meridionale di un anticiclone artico che convoglia in queste ore aria molto fredda sulla Scandinavia, con temperature diffusamente inferiori a -20 gradi sulla Finlandia. Sull’Italia è presente una circolazione depressionaria a gradiente lasco, con fenomenologia associata sulle regioni centro-meridionali, dove il respiro freddo continentale va a confluire con aria più mite e umida preesistente (Fig.1).

Evoluzione nel corso della settimana

La settimana sarà caratterizzata da una modifica radicale del quadro sinottico, preludio ad uno sconvolgimento complessivo della distribuzione delle principali figure bariche sul quadrante europeo.

Nella giornata di mercoledì la cellula britannica aggancerà quella artica in maniera più decisa, in risposta dinamica all’affondo di una saccatura in direzione delle Azzorre. Lungo il bordo meridionale della cellula anticiclonica aria fredda continentale si muoverà, retrograda, dai Balcani e dal Mar Nero in direzione dell’Europa centrale e in seconda battuta fin verso la penisola iberica. Ma quello che più conta avviene in alta quota, dove un lago di aria gelida oltrepasserà la linea immaginaria degli Urali muovendo verso il Mar Bianco, le repubbliche baltiche e l’Ucraina. L’Italia in questa fase resterà in un’area di confluenza tra il respiro freddo continentale e quello umido mediterraneo, con precipitazioni frequenti, diffuse e a carattere nevoso anche a quote basse, pur senza particolari eccessi dal punto di vista termico (Fig.2).

Sul finire della settimana le carte disponibili al momento mostrano una evoluzione sinottica davvero impressionante, con il blocco anticiclonico che costringe l’aria fredda continentale ad un aggiramento di migliaia di chilometri sul bordo meridionale della cellula anticiclonica per entrare in fase con le correnti miti atlantiche al largo del Portogallo.

Nel contempo il nocciolo d’aria gelida in quota di origine siberiana verrebbe risucchiato, retrogrado, verso l’Europa centrale che si ritroverebbe sotto condizioni di freddo davvero notevole. L’Italia continuerebbe a risentire della confluenza di masse d’aria di matrice molto diversa, con condizioni meteorologiche improntate all’instabilità e con possibilità di nevicate anche al piano specie sulle regioni settentrionali, più esposte al respiro gelido dell’aria siberiana in transito sull’Europa centrale. Restano comunque importanti incertezze sull’evoluzione nel lungo termine: la retrogressione è imponente, e l’aria siberiana si confronterà non solo con quella più tiepida mediterranea ma anche con quella atlantica, in un gioco di interazioni estremamente complesse (Fig.3).

Qualche carta esplicativa…

Vale la pena citare il run attuale di ECMWF, solo a titolo accademico vista la distanza dall’evento (216 ore), ma a  testimonianza dell’entità dello sconvolgimento sinottico in corso. Nella carta in questione si nota il lago di aria gelida a 850 hPa che avvolge l’intera Europa, con la -10 C che deborda in pieno Golfo di Biscaglia (dove si attiverebbe una straordinaria snowbelt): l’Italia è coinvolta in pieno, con il Settentrione alle prese con freddo intensissimo e possibilità di nevicate al suolo su larghi settori del Paese (Fig.4).

Ancora più impressionante, se possibile, la carta a livello emisferico che mostra per la stessa altezza di geopotenziale il nastro di gelo che, senza soluzione di continuità, unisce il Pacifico russo all’Atlantico francese: Da Vladivostok a Nantes, in una transiberiana virtuale del freddo (Fig.5).

 

I risvolti sull’Italia

A fronte della lunga disamina sinottica facciamo una sintesi sui risvolti dalle nostre parti, con una doverosa premessa: è al momento davvero difficile cogliere con esattezza l’evoluzione del tempo sull’Italia, per la difficoltà di leggere con largo anticipo la modalità con cui l’aria fredda siberiana andrà ad interagire con quella mite e umida mediterranea. Uno spostamento delle principali figure sinottiche, anche di poche centinaia di chilometri nel senso della latitudine, potrebbe trasformare una previsione di gelo intensissimo in una “ordinaria” depressione mediterranea con nevicate abbondanti ma prevalentemente sui rilievi.

I primi giorni della settimana saranno comunque caratterizzati da condizioni diffuse di spiccata instabilità sulle regioni centrali e meridionali, con tendenza a coinvolgimento anche della Romagna e del Triveneto nella giornata di Giovedì. Le nevicate saranno frequenti e diffuse sull’Appennino, dalle quote collinari di quello settentrionale a quelle medie dell’estremo Appenino meridionale.

Sul finire della settimana possibile inserimento di aria molto fredda da est a interessare più direttamente le regioni settentrionali, con temperature in picchiata e possibilità di neve al piano. Regioni meridionali più esposte alla risposta mite e umida mediterranea e coinvolgimento delle regioni centrali tutto da definire.

Riflessione finale

Lo spazio molto lungo dedicato all’analisi sinottica è il riflesso di una situazione straordinaria dal punto di vista emisferico. Situazione intravista già diverse settimane fa da Carlo Colarieti Tosti negli outlook stratosferici su questo stesso Blog, e finalmente intuita anche dai modelli nei suoi possibili riflessi troposferici. La straordinarietà dell’evento è in sè, nelle sue proporzioni e dimensioni, ma questo non vuol dire che tutta l’Europa, indistintamente, finirà nel freezer.

Per la sua posizione geograficamente privilegiata, protetta a Nord dalle Alpi e immersa nel cuore di un mare chiuso, e caldo, l’Italia potrebbe anche rimanere ai margini del freddo più crudo e subire piuttosto la persistenza di condizioni perturbate con precipitazioni frequenti e nevicate abbondanti sui rilievi anche a quote basse, ma in assenza di freddo estremo.

La lezione della settimana, se se ne vuole trovare una, è semplice e non è nuova: piuttosto che da variazioni dell’ordine del decimo di grado su scala planetaria, il freddo e il caldo sono determinati da condizioni legate alla circolazione generale. L’aria siberiana è gelida per definizione, anche al netto degli 0.8 gradi (o giù di lì) di anomalia termica positiva su scala planetaria negli ultimi decenni. Molto più fredda di quella atlantica: di parecchie decine di gradi all’origine. E tutto, meteorologicamente parlando, viene di conseguenza.

Con buona pace di chi ci vuole morti arrostiti, il tempo continuerà a farsi beffe di noi e dei nostri ridicoli convincimenti, anche in modo inusuale, originale e spettacolare come avverrà sull’Europa nei prossimi giorni. Non resta che sederci, quindi. E goderci lo spettacolo.

 

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Fonte: Le Previsioni di CM – 19/25 Febbraio 2018